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28
Giu
2021

Camminiamo insieme lungo la strada dello sport e dell’inclusione

Si è svolta  a giugno, presso il Salone Giulio Onesti, l’assemblea federale del Cusi.

Esperienze e sofferenze, sfide e impegni, fatiche e gratificazioni: lo scambio, da nord a sud, svela compattezza e unità d’intenti. C’è tanto da fare, lo si intuisce dagli sguardi, dalle parole concitate, dal desiderio di ripartire. Con idee, freschezza, fatti concreti.

La strada dell’inclusione è un dogma. Così come la cura, il supporto e il coniugare con tempismo e rigore istanze e speranze delle attività sportive degli atenei. In breve, la mattinata della diciannovesima assemblea federale e del settantaseiesimo congresso nazionale è il momento adatto per uno sguardo allo specchio. Collettivo e propositivo al tempo stesso.

“Il Cusi c’è” accompagna e sostiene la missione di presidenti, dirigenti, atleti, tecnici e funzionari dei Cus spalmati su un paese impegnato nelle prove tecniche di ripartenza. Sì, il dna rimane quello della pandemia: mascherine, assembramenti da evitare e distanziamenti da attuare, flaconi di gel per sanificare quanto più e meglio. Ma la luce, se si tiene solido il senso di responsabilità civico e sociale, stavolta è davvero dietro l’angolo.

Istituzioni, progetti, prospettive: la relazione del presidente Antonio Dima.

Il presidente del Cusi invia un messaggio di gratitudine per le autorità “vicine e partecipi alla marcia del Cusi”. La lista è nutrita e di pregio: il presidente del Coni Giovanni Malagò, la sottosegretaria Valentina Vezzali, il presidente di Sport e saluteVito Cozzoli, il vice presidente dell’AnciRoberto Pella, i rettori di Cassino e CamerinoGiovanni Betta e Claudio Pettinari, il sindaco di CassinoEnzo Salera. L’atmosfera è avvicinante. Si avverano, pare un sogno, le prime caute strette di mano.

Antonio Dima costruisce e mette assieme passi, motivazioni e rincorse del Centro universitario dello sport italiano.
Dalle azioni culturali e formative al territorio e alle risposte attuate (“Con difficoltà e orgoglio” sottolinea il numero uno) nel 2020, fiaccato e provato dalla pandemia. Le partnership con le istituzioni, l’attenzione alle sinergie con MinisteriCRUIFisuConi e Anci. Anche governo, municipalità ed enti hanno avuto un plauso particolare. Così come ricerca, inclusione, relazioni e partecipazione alle iniziative di promozione dello sport universitario. Dual career, Scuola dello sport, Campus universitari, formazione e manifestazioni nazionali ed estere: forma e sostanza di un percorso fecondo. “Una strada con al centro la valorizzazione dello sport negli atenei e la crescita della futura classe dirigente del paese” rimarca Antonio Dima. Che inquadra anche un altro tema chiave: “La condivisione è strategia, in trasparenza e competenza”.

Saluti, autorità, amore per lo sport.

Parterre di pregio al Salone intitolato a Giulio Onesti. Il padrone di casa, Giovanni Malagò, saluta con un video: “Sono particolarmente felice che vi troviate nella casa dello sport, nel nostro salone d’onore. Siete tra i grandi protagonisti dello sport, abbraccio Antonio Dima, dal 2019 alla guida del Cusi, e tutti voi. Rappresentate con qualità i centri sportivi universitari. Viva lo sport, viva il Cusi, viva l’Italia”. A seguire, le parole su carta intestata di Valentina Vezzali, sottosegretaria allo sport. “Gentile presidente Dima, lo sport italiano è stato colpito duramente dalla pandemia. Adesso, dobbiamo pensare al futuro. Che non può prescindere dallo sport universitario. Temi come lo studente-atleta sono stati al centro dei nostri recenti incontri. Faccio i miei migliori auguri al Cusi” la sintesi del messaggio letto dal segretario generale del Cusi, Pompeo Leone. “Il Cusi, con i centri universitari sportivi, è fiore all’occhiello nella promozione dello sport italiano. Ci faremo trovare pronti. Mando un saluto agli studenti universitari, penso a loro come nuova forza dirigente. Buona assemblea e viva lo sport” i concetti segnalati dal presidente di Sport e salute, Vito Cozzoli. Quindi, il video di Lorenzo Lentini, componente comitato esecutivo della Fisu. “Cari amici, una anno fa pensavamo di essere venuti fuori dalla pandemia. Stiamo ripartendo, come sempre con obiettivi, serietà e consapevolezza. Un caro augurio di buon lavoro a tutti” le parole del già presidente del Cusi.

Una macchina sportiva e amministrativa funzionale e rodata.

Numeri contabili, stato patrimoniale, bilancio: territori delicati. In cui occorre padronanza e certezze. Ma al Cusi si bada anche alle virgole. Con rigore e competenze. Alberto Todini, direttore amministrativo del Cusi, narra all’assemblea lo stato di salute e la conduzione sana e proficua dell’ente. Ai lavori hanno preso parte ventuno Cus in presenza e ventitré da remoto. Stefano Belardinelli, presidente del Cus Camerino e del Collegio dei revisori, dà luce a bilancio, conto economico, esercizio. Roberto Fabbricini chiama l’alzata di mano: approvazione senza se e senza ma. Infine, il coinvolgimento e la risposta univoca dei dirigenti collegati a distanza: consenso globale.

Competizione, appuntamenti, sfide.

“L’attività sportiva nazionale? Dico con orgoglio che in passato si faticava a confermare le sedi dei campionati nazionali universitari. Adesso, nonostante la pandemia, abbiamo già programmato i Cnu per i prossimi due anni”. Mauro Nasciuti si concede un sorriso. E traccia ai delegati un quadro che svela un filo di concreto ottimismo. “La ripresa ci trova pronti. Il 2021 è anno di Universiadi, a dicembre saremo a Lucerna in Svizzera, per i Giochi invernali“. Il presidente della Commissione tecnica del Cusi avanza deciso. “Un numero deve rallegrarci: per le Olimpiadi di Tokyo il Coni evidenzia oltre 250 partecipanti. Tra questi, quasi il 30 per cento ha già indossato la maglia del Cusi. Si tratta di circa sessanta atleti universitari, un dato mica male. Significa che almeno un quarto sono stati con  noi in giro per il mondo. Una cifra che ci rallegra e e ci convince della bontà del nostro lavoro. A Lucerna non sarà facile, ci si muoverà su quattro località, saremo in oltre cinquanta. Muoversi non sarà comodo. Ma noi saremo sul pezzo”. Il dirigente ha ricordato lo slittamento delle Universiadi 2021 cinesi di Chengdu al giugno del prossimo anno. Il tempo stringe. Infine, un appello ai rettori: “Dobbiamo adeguarci alle norme internazionali”.

 

Fonte articolo e foto: SITO CUSI